| Guida
al'ascolto - ITALIANI
Anna
Tatangelo
GALLERIA
FOTOGRAFICA: 1
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Troppo
poco importante per essere inserita in un albo di capiscuola dell’Italia?
Sì, ma lo diventerà. Non ho dubbi. Contro tutti quelli che
mi dicono che sono scemo.
Sentite qui… Tu
si' na cosa grande
Se non vi emoziona questa cosa qui…
Vediamo
di analizzarla un po’:
1) Il brano fu un grande successo di Modugno. In bocca a lui, la forza
delle parole del testo erano
proporzionali al suo carattere bello sanguigno. E in bocca alla Tatangelo,
così giovane,
prendono una forza ancora più marcata, facendo un effetto maggiore.
Questo mi induce a pensare che forse la strada di scegliere, per una cantante,
brani portati al
successo da uomini, può dare risultati inaspettati e molto positivi.
E di sicuro elimina il solito
palloso paragone con l’interprete originale.
2)
La Tatangelo canta molto bene questo brano, è ispirata, si prende
i suoi tempi, alterna nei volumi
i piani ai fortissimi. Non ci infila variazioni idiote che non servono
quasi mai a un tubo.
Le interessa più preoccuparsi dell’esposizione della melodia
e del testo, che di farci vedere che è
una cantante che merita attenzione. Eppure alla sua età sarebbe
normale che scalpitasse per
dimostrarlo.
3)
L’arrangiamento minimalista l’aiuta davvero tanto. Bravi davvero,
vorrei sapere di chi è.
La chitarra fa un lavoro delicato e mette gli accordi benissimo, e il
pad entra e esce con molta
intelligenza. Davvero un bel lavoro.
4)
Fra poco tempo ne inseriremo la base qui nel sito perché ne vale
la pena. Fra poco, appena ho un
pochettino di tempo.
Qualcosa di lei:
E’ nata a Sora pochissimo tempo fa, da genitori che impastano il
pane.
Ha partecipato a circa sei o settecento manifestazioni e concorsi vari
in giro per la penisola, prima di approdare a una visibilità ormai
certa sul pubblico nazionale.
Questo mi sembra che possa essere un modesto insegnamento di come bisogna
intendere la prima parte di una carriera per una cantante. Studiare e
mettersi in mostra aspettando con molta calma quella occasione opportuna
che poi non è neanche detto che verrà.
Auguri
(Federico
Capranica)
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