Ci
piace inserire Murolo in questa rassegna di cantanti non tanto per la
qualità tecnica della sua voce, ma soprattutto per il suo lavoro
trentennale che ci ha regalato.
Unico, in quel guazzabuglio di cantanti napoletani, alcuni dalle qualità
vocali straripanti, ad aver pensato di fare un’antologia vastissima
della canzone napoletana. Dal 1200 ai nostri giorni.
Mentre tutti gli altri erano presi da raptus artistici di chissà
quale potenza, o dalla smania narcisistica se non dalla penosa rincorsa
alla fama e al denaro, questo modesto signore andava tra le memorie della
melodia napoletana antica e moderna, per organizzare e fissare sui dischi,
in ordine cronologico, le canzoni della sua terra. Un’antologia
che sarebbe sopravvissuta a lui e a tutti noi.
Chi ha un simile proposito è paragonabile a chi pianta gli ulivi:
ben sa che i frutti delle piante che ha seminato non saranno raccolti
da lui, ma dalla generazione che lo seguirà. Un bel gesto, altruista
e degno di memoria, non vi pare?
Per un simile proposito non si sono certo mossi i grandi capitali dei
Network o dell’aristocrazia napoletana, e allora lui si è
messo in cantina con un guaglione che la chitarra la conosce bene assai
e che si chiama Eduardo Caliendo e così hanno cominciato, piano
piano.
E
non è vero che non ha una bella voce, è solo poca poca,
ma il cuore è grosso grosso.
Senti… Passione
Una
caratteristica della sua voce che risalta subito è il vibrato stretto
stretto, veloce.
E poi che non strilla mai, una cifra che non gli è propria, ma
porge la canzone sempre in modo garbato, come se foste in un salotto con
lui e la sua chitarra.
Ho messo “Passione”, un po’ perchè è
uno splendido pezzo, ma anche per ricordarvi che ne abbiamo la base qui
nel sito, in una versione orchestrale stupenda, arrangiata da Gianfranco
Lombardi, che oltre ad essere un napoletano verace, è il massimo
che c’è.